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In gabbia

Un animale ridotto in spazi angusti, privato delle relazioni sociali tipiche della specie di appartenenza, manifesta più direttamente il suo malessere.
Movimenti stereotipati, noia, automutilazione: è questo il repertorio più noto degli stadi di alienazione indotti dalla vita nello zoo.

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Corsa degli Scalzi, Cabras 2018

Ogni prima domenica di settembre i fedeli di  Cabras (Oristano, Costa Centro-Ovest Sardegna) celebrano San Salvatore (Santu Srabadori) attraverso una suggestiva celebrazione che vede coinvolti centinaia di uomini e ragazzi, la Processione di San Salvatore di Sinis, conosciuta anche come la “Corsa degli Scalzi”. Come suggerisce il nome della manifestazione religiosa, la corsa avviene a piedi nudi, lungo un tragitto di circa 7 chilometri: quello che separa la cittadina di Cabras dal villagio di San Salvatore di Sinis, in cui si trova la chiesa rurale costruita intorno al XVII secolo e intitolata proprio al Santo Salvatore.
Le origini delle celebrazioni si fanno risalire al 1619 d.C., quando a causa delle incursioni dei Mori che coinvolsero questo territorio per un lungo periodo di tempo, per mettere al sicuro la statua del Salvatore durante uno degli assalti moreschi, gli abitanti del luogo diedero vita a una lunga e veloce corsa. Secondo la leggenda, gli “Scalzi” usarono al posto delle calzature dei rami legati ai piedi nudi, in modo da sollevare più polvere possibile durante la corsa e sembrare così molto più numerosi. Lo stratagemma funzionò in pieno, in quanto i Saraceni, spaventati all’idea di essere di fronte a un grande esercito, si diedero alla fuga. Il villaggio e il simulacro di San Salvatore erano in salvo. Da allora, ogni anno, in ricordo di quell’episodio miracoloso, il rito viene ripetuto per rinnovare il voto fatto al Santo.
La tradizione vuole che la statua rimanga a Cabras fino al sabato mattina precedente la prima domenica di settembre, quando centinaia di giovani, vestiti con una clamide bianca legata in vita da un cordone (il classico abito dei penitenti), scalzi e di corsa percorrono sentieri polverosi e irti di pietre, portando a spalla il simulacro fino al villaggio di San Salvatore di Sinis, dove la statua rimane fino al pomeriggio della domenica, quando gli scalzi la riportano nuovamente di corsa a Cabras, dove è conservata all’interno della chiesa di Santa Maria Assunta e dove rimane fino all’anno successivo.
(Fonte: http://www.corsadegliscalzi.it/it/articles/3/le-origini-della-corsa.html)

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